Piccoli velivoli sulle città del futuro
Aerotaxi e aerei privati solcheranno presto i cieli metropolitani. Anche se vanno messi a punto l’impatto sonoro e quello aerodinamico
In un futuro non troppo lontano, i cieli delle nostre maggiori città saranno solcati da piccoli velivoli in grado di trasportare passeggeri: aerotaxi e aerei personali, che potranno partire e atterrare in appositi “verti-porti”, strutture verticali in grado di essere ubicati anche nei centri cittadini. E mentre c’è chi progetta questi spazi (a Roma potrebbe sorgerne uno addirittura in pieno Testaccio), in parallelo si sviluppano progetti volti a realizzare i velivoli più adatti: che devono essere “greener”, a basso impatto, sia come consumi sia come rumore. Ma i problemi non mancano. “I veicoli piccoli presuppongono propulsori a elica fortemente integrati col veicolo stesso, a diretto contatto con la fusoliera: ma questo comporta sia problemi aerodinamici, di flussi perturbati, che condizioni di rumore notevole, sia per il passeggero che per l’ambiente esterno”. Parole del professor Roberto Camussi, del Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre: che da anni si occupa di queste tematiche ed è oggi l’unico partner italiano di un H2020 denominato “Enodise”, che ha proprio lo scopo di trovare soluzioni alle problematiche di impatto di questi velivoli del futuro. Il progetto, giunto a poco più di metà del cammino, individua architetture innovative da fornire poi alle aziende che stanno lavorando su questi sistemi (uno dei 13 partner di Enodise - a guida belga - è Pipistrel Aircraft), utilizzando sia esperimenti che analisi numeriche. “Noi a Roma abbiamo un compito strategico e non facile - continua Camussi - Utilizzando metodologie sofisticate che abbiamo messo a punto appositamente, dobbiamo analizzare i database che provengono da altri partner, per caratterizzare le sorgenti di rumore. Un passaggio fondamentale per sviluppare poi sistemi di controllo delle emissioni sonore. Ma occorrono architetture e geometrie molto complesse: il lavoro è ancora lungo, soprattutto per le simulazioni numeriche. Mentre la parte degli esperimenti, guidata da altri partner europei, sta andando avanti con buoni risultati: i dati che stiamo analizzando identificano caratteristiche abbastanza peculiari sulle Impronte acustiche, con importanti ricadute anche a livello scientifico”.