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Ricercatori giovani, collaborativi ed etici

Studieranno nanomateriali in grado di dirigere la risposta immunitaria dell’organismo

I progetti europei del programma Marie Sk?odowska-Curie hanno solitamente un doppio obiettivo: al risultato scientifico si aggiunge infatti la crescita di giovani ricercatori, impegnati per diversi mesi a lavorare assieme (sebbene da sedi diverse) e ad integrare costantemente i risultati delle loro ricerche. L’H2020 “Dirnano-GA 956544” è un progetto di questo tipo: iniziato da qualche mese e coordinato dal Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Padova, associa una quindicina di partner di vari paesi europei - fra atenei e aziende di servizi - e, a regime, coinvolgerà quindici giovani (un terzo dei quali in Italia, quattro a Padova e uno a Verona). Il finanziamento ammonta a più di 4 milioni. Dal punto di vista scientifico, l’obiettivo è dirigere la risposta immunitaria dell’organismo umano attraverso il design di nano-materiali: un campo di ricerca reso ancor più attuale dal Covid. “L’idea della nanomedicina prevede di utilizzare oggetti di vari materiali, di minuscole dimensioni - meglio se biocompatibili - per trasferire farmaci attraverso le cellule o sviluppare nanovaccini”, spiega il professor Emanuele Papini, coordinatore del progetto. “E sebbene ci siano stati risultati positivi in vari ambiti, questa ricerca non ha ancora avuto un’esplosione risolutiva, perché ha trovato alcuni ostacoli: in particolare, si è osservato come possa esserci, nel nostro organismo, una capacità di risposta ai nanosistemi che non è dovuta ad anticorpi specifici, bensì a un sistema immunitario più antico, che decide in maniera molto rapida se vuole eliminare un nanosistema”. Il progetto si prefigge di decodificare le caratteristiche dei materiali che vengono riconosciuti dal sistema immunitario innato come avverse: così da produrne altri, ovviamente diversi, e tali da evitare questa sorta di equivoco molecolare. “Lo si farà grazie a una vasta serie di esperimenti: alla fine, speriamo di aver ottenuto le informazioni che incidono sul successo o meno di un nanosistema, anche per poterlo poi brevettare”. Con l’ottica rivolta ai ricercatori, il progetto ha altri scopi importanti e nobili. “Vogliamo formare giovani che siano in grado di costruire un business plan, da un lato, e di comunicare bene, dall’altro: e una parte delle attività di formazione mira a questo. L’altro tema è il rapporto con la società: il progetto è ispirato alla deontologia e all’etica professionale promossa dall’Ue, il che significa formare i ragazzi perché rifuggano da scorciatoie che riguardano la frode scientifica, un fenomeno in continua crescita”.

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