Un’ala dalle molte eliche elettriche
Un progetto sperimentale per alimentare velivoli in maniera decisamente green
Fino allo scorso anno fece parte del consorzio “ERaCLE”, un H2020 a coordinamento tedesco che aveva come partner industriale AirBus. Quest’anno, il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre torna a occuparsi di nuovi velivoli e lo fa da lead partner: proprio partendo dai risultati del progetto precedente, è infatti recentemente iniziato un nuovo H2020 che si chiama “Venus”, di cui l’ateneo romano è coordinatore e che comprende anche il Cira. L’idea innovativa che dovrà essere sviluppata nell’arco dei prossimi tre anni è quella di progettare e realizzare un’ala a più eliche, con motori più piccoli di quelli attuali, alimentati a propulsione elettrica. Una soluzione a oggi inedita, per cui la sfida progettuale è ancora più complessa, e al tempo stesso stimolante. “Il presupposto è che l’Unione Europea punta a promuovere nei prossimi decenni un’aviazione sempre più green - spiega il professor Roberto Camussi, responsabile del progetto - Per questo studiamo la fattibilità di motori a basso impatto, con meno emissione di inquinanti”. I motori elettrici hanno meno potenza, però, e per questo occorre averne più di uno: a oggi si stanno provando diverse combinazioni di più eliche e l’obiettivo del progetto “Venus” è puntare ad averne cinque per ogni ala, ovvero quattro alimentate da motore elettrico più una quinta mossa da motore a combustione, da utilizzare o meno a seconda delle condizioni di volo. Come già nel progetto precedente, il principale problema da affrontare è quello dell’impatto acustico. “Lo scotto che si paga è a livello di rumore - conferma Camussi - Dobbiamo trovare soluzioni a questo problema tramite configurazioni ottimali, occorre abbinare la distribuzione spaziale di eliche a basso impatto acustico alla necessità di prestazioni aerodinamiche sufficienti”. Per questo, una volta concluso il modello concettuale dell’ala multi-elica, lo staff di Venus sarà impegnato nei prossimi mesi nella galleria del vento di Pininfarina, a Torino: per realizzare una serie di test sia a livello aerodinamico che a livello acustico. “Contiamo di realizzarne davvero molti, per costruire un database enorme ed unico a livello mondiale: considerato che il progetto non arriverà al risultato della prototipazione, vorremmo almeno mettere a disposizione della comunità degli stakeholder interessati sia il modello sia il database”.