Velivoli supersonici rispettosi dell’ambiente
Verso aeroplani che possano inquinare sempre meno, a livello sia acustico sia atmosferico
Gli aerei civili supersonici del prossimo futuro dovranno essere realizzati con una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, per quanto riguarda sia l’inquinamento atmosferico che quello acustico. Almeno negli obiettivi dell’Unione Europea: da una sua call al riguardo ha preso il via il progetto “More&less”, un H2020 coordinato dal Dimeas - Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino (che già in passato aveva coordinato altri progetti europei a tematica aerospaziale).
Dopo un primo anno di lavori preliminari, il progetto entrerà nel vivo a breve con le prime sperimentazioni, per concludersi a fine 2024. “Nei prossimi mesi dovremo testare soluzioni nuove per affrontare entrambi i tipi di inquinamento, e per ottimizzare fra loro i vari risultati”, spiega la professoressa Nicole Viola, responsabile di More&less. “Un obiettivo all’avanguardia e per nulla semplice, perché dovremo trovare un equilibrio fra aerodinamica, propulsione, costi del combustibile… Se ci riusciremo, forniremo agli enti regolatori indicazioni importanti per definire soglie future ai produttori dei velivoli”. L’operato del consorzio si concentra dunque su due grandi temi. Da un lato l’inquinamento acustico, sia in relazione alle operazioni di decollo e atterraggio (quindi facendo riferimento anche al rumore prodotto a terra) sia durante la crociera. “Da tempo vige la norma per cui non si può sorvolare territori abitati a velocità superiori a quella del suono, per evitare il sonic boom - spiega Viola - Ma questo limita di molto le performance dei voli, soprattutto per tragitti relativamente brevi, come quelli fra due città europee”.
Poi c’è l’inquinamento atmosferico, anche in questo caso considerando sia l’impatto a terra - la qualità dell’aria nelle zone vicine agli aeroporti - sia l’emissione di anidride carbonica in atmosfera durante il volo in quota, con possibili conseguenze in termini di effetto serra. “Oggi questi velivoli sono alimentati per lo più a kerosene: il progetto studia anche come si può passare ad altri propellenti, dai biocombustibili fino all’idrogeno liquido, che qualche compagnia sta già iniziando a utilizzare”. I vari test saranno svolti con più velivoli di riferimento: “L’obiettivo è proprio quello di fornire dati e indicazioni validi in generale, non solo per alcuni modelli di aerei. E i risultati che speriamo di ottenere potrebbero avere conseguenze sulle operazioni di volo, sulle traiettorie, sulle modalità di decollo e di atterraggio”.