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Stefania Fulle

Velivoli ultraleggeri per misurare l’inquinamento

Un progetto integrato dalla ricerca sull’effetto di sostanze tossiche sulle cellule staminali

Quali possono essere gli effetti di aria inquinata su cellule staminali adulte? E come si può misurare la diversa concentrazione di inquinanti a differenti altitudini, grazie a velivoli attrezzati con strumenti di precisione in grado di elaborare le emissioni in tempo reale? Sono quesiti ai quali cercherà di dare risposta il progetto “Eolo”, un Pon appena avviato che si concluderà entro il 2023, e che integra - sia nella composizione della partnership sia nel lavoro da svolgere - un aspetto scientifico (di cui si occupano due diversi atenei, le Università di Chieti e Messina) e un aspetto tecnologico e produttivo.

Capofila del progetto, del resto, è Orion, un’azienda padovana costruttrice di strumentazioni per la campionatura delle emissioni: uno degli obiettivi concreti è quello di dare vita a due diversi prototipi di velivoli leggerissimi, attrezzati con strumenti adeguati alla misurazione e controllati attraverso piattaforme aeree telecomandate, e di poterli poi industrializzare in futuro. Se questa è la parte tecnologica, quella scientifica - che procede in parallelo, fin da questi primi mesi di lavoro - si occupa di misurare gli effetti sulla salute umana di determinati inquinanti (in particolare il particolato e il biossido di azoto), anche con sistemi di misura all’avanguardia, basati su fluorescenze indotte da laser. “I risultati che riusciremo a ottenere attraverso questi sistemi - spiega la professoressa Stefania Fulle del Dipartimento di Neuroscienze Imaging e Scienze Cliniche dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, l’ateneo che si occupa degli aspetti biologici e chimici del progetto - andranno confrontati con le misurazioni che stiamo già effettuando oggi, sottoponendo le cellule staminali adulte a miscele gassose che predisponiamo noi. Una volta fatti i campionamenti reali in atmosfera, testeremo quell’aria (con gli inquinanti che contiene) direttamente sulle cellule, per valutare se e quali alterazioni produce. Anche per questo, sarà importante fare prelievi di aria inquinata a diverse altezze: l’effetto che può avere l’inquinamento a centinaia di metri è più limitato rispetto ad altezze inferiori, dove gli insediamenti umani sono maggiori”.

Una volta testati, gli strumenti potranno servire anche a effettuare campionamenti in aree specifiche: in prossimità di fonti inquinanti di vario tipo, per esempio, così da valutarne immediatamente gli impatti.

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Il campus dell'università "G. d'Annunzio" di Chieti

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