Virus trasmessi dalle zanzare e persistenza virale
Dengue, Chikungunya, West Nile, Zika e Toscana virus possono persistere nell’uomo dopo la fase acuta. La scoperta rivoluzionaria del progetto Genesis
Genesis, un progetto di ricerca nazionale finanziato con 2,5 milioni di euro dalla Fondazione Pnrr Inf-Act, è stato istituito per studiare se i virus trasmessi dalle zanzare e da altri artropodi possano persistere nel corpo umano, alimentando le infezioni e la loro diffusione. Coordinato dal professor Mauro Pistello, ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica all’Università di Pisa e responsabile dell’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria Pisana, il progetto è focalizzato su arbovirus quali Dengue, Chikungunya, West Nile, Zika e Toscana virus, endemici in diverse regioni italiane e ancora poco studiati per quanto riguarda la loro capacità di rimanere nell’organismo dopo la fase acuta.
Il contesto globale evidenzia l’urgenza. Secondo l’ultimo bollettino dell’Oms, dall’inizio del 2025 sono stati segnalati oltre 6 milioni di casi sospetti di Dengue e 7.550 decessi. In Italia, in soli nove mesi si sono verificati 162 casi di Dengue importati e 4 autoctoni, una tendenza guidata dal cambiamento climatico, dalla diffusione di vettori come Aedes albopictus e dalla mobilità internazionale. Il virus West Nile sta circolando anche a livello locale, con 502 casi e 33 decessi riportati finora, sottolineando la crescente minaccia degli arbovirus in Europa.
La vera sfida, e ora la realtà comprovata, è la persistenza virale, che Genesis sta iniziando a svelare. Il progetto studia i meccanismi molecolari e immunologici che permettono a questi virus di sopravvivere, diffondersi e talvolta causare danni a lungo termine agli organi. Studia la replicazione virale, le risposte immunitarie e il danno cellulare, con particolare attenzione al Toscana virus. L’analisi dei campioni dei pazienti supporterà l’identificazione di biomarcatori per la diagnosi precoce e lo sviluppo di nuove strategie antivirali. Allo stesso tempo, si stanno ottenendo i primi risultati di infezione in vivo su topi C57BL/6. Le scoperte rivoluzionarie del consorzio Genesis dimostrano che gli arbovirus possono persistere nei fluidi e nei tessuti del corpo umano, in particolare nel tratto urogenitale, e che inducono profondi cambiamenti cellulari. Il virus dell’encefalite da zecche, per esempio, innesca danni al Dna, senescenza e risposte neuroinfiammatorie nelle cellule cerebrali, mentre il virus Zika mostra strategie di sopravvivenza a lungo termine nei macrofagi. Questi risultati forniscono la prima prova meccanicistica di come gli arbovirus stabiliscono la persistenza e causano danni cronici ai tessuti, aprendo la strada a nuovi biomarcatori e strategie terapeutiche. Genesis si avvale di una solida rete nazionale: oltre a Pisa, sono partner il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia di Trieste, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma, l’Istituto Pascale di Napoli, la Fondazione Telethon Tigem, le Università del Piemonte Orientale e di Trento e l’Ospedale San Raffaele di Milano. Contribuiscono anche due aziende biotecnologiche, Diesse Diagnostica Senese e Scylla Biotech.
Condividi su: