PROGETTO ACQUA - Il distretto pratese guarda al futuro della depurazione industriale
Il Consorzio rafforza il proprio ruolo strategico per la competitività e lo sviluppo con Fabio Reali alla presidenza e Alessio Bitozzi sul fronte operativo
Nel distretto pratese, dove la nobilitazione tessile è da sempre uno dei motori dell’economia locale, l’acqua rappresenta una risorsa essenziale per la produzione. Da questa esigenza nasce Progetto Acqua, il Consorzio che riunisce circa 200 imprese e svolge un ruolo strategico per l’efficienza produttiva e la sostenibilità ambientale del territorio.
Alla guida del Consorzio è arrivato Fabio Reali, che raccoglie il testimone di una fase importante, segnata dall’avvio operativo del progetto e dalla realizzazione del primo lotto della fognatura industriale. “Ho trovato una situazione ottima dal punto di vista gestionale”, spiega Reali, sottolineando il lavoro svolto da Ivo Vignali che lo ha preceduto. La nuova presidenza si apre però in una fase diversa: meno progettuale e più esecutiva, nella quale diventano centrali il follow-up degli interventi, la gestione finanziaria e il completamento delle infrastrutture.
Il punto distintivo, secondo Reali, è chiaro: Progetto Acqua è una realtà privata che realizza opere di evidente interesse pubblico. Il Consorzio opera attraverso una società veicolo controllata e finanzia prevalentemente gli investimenti tramite il canale bancario, con risorse private. “Realizziamo opere che hanno una finalità pubblica, ma lo facciamo con responsabilità e capitali privati”, evidenzia Reali. Un modello che ribalta la prospettiva abituale: il sistema imprenditoriale si assume l’onere di costruire infrastrutture indispensabili non solo alle aziende, ma all’equilibrio ambientale dell’intero territorio.
La storia di Progetto Acqua si inserisce in una visione nata tra pubblico (Comune di Prato) e privato (Confindustria) alla fine degli anni Settanta, quando il distretto pratese scelse di rispondere in modo integrato alla sfida della depurazione. Invece di lasciare ogni singola impresa davanti alla necessità di realizzare un proprio impianto “a pie’ di fabbrica”, si decise di puntare su un sistema centralizzato.
Una scelta lungimirante, soprattutto per un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e medie imprese e da aziende contoterziste, per le quali una depurazione individuale sarebbe stata ambientalmente meno efficiente, onerosa e difficilmente sostenibile.
Accanto alla visione strategica di Reali, Alessio Bitozzi, responsabile operativo, richiama il valore concreto del sistema pratese. “Da oltre trent’anni il distretto investe anche nel recupero e nel riutilizzo delle acque depurate, trasformando una necessità produttiva in un modello di economia circolare”, spiega Bitozzi. “Oggi, attraverso un acquedotto industriale di circa 70 chilometri, vengono distribuiti ogni anno oltre 3 milioni di metri cubi d’acqua alle imprese, contribuendo a ridurre il prelievo dalle falde e dalle risorse idriche primarie”.
È proprio qui che emerge la specificità pratese. In altri distretti industriali esistono esperienze di servizi comuni tra imprese vicine, ma spesso si tratta di aree circoscritte. A Prato, invece, la sfida è molto più complessa: il distretto non coincide con un lotto industriale delimitato, ma si distribuisce su un territorio vasto, che supera i confini del singolo comune e coinvolge aree diverse della provincia. “Prato è, di fatto, tutta una zona industriale”, osserva Bitozzi. Portare infrastrutture dedicate in un contesto così articolato richiede una capacità di pianificazione ben diversa rispetto a un’area produttiva compatta. Nato all’interno di Confindustria Toscana Nord, Progetto Acqua si è progressivamente aperto a tutte le imprese del territorio che utilizzano il sistema, indipendentemente dall’appartenenza associativa. Una scelta che riflette la natura stessa del progetto: un’infrastruttura al servizio dell’intero distretto produttivo pratese. “L’obiettivo - sottolinea in chiusura Fabio Reali - è garantire alle imprese le condizioni necessarie per operare in modo efficiente e sostenibile, coniugando sviluppo produttivo, tutela ambientale e investimenti privati”.