Ricerca scientifica, imprese e comunità costiere per la biodiversità e l’economia circolare
Il Disteba dell’Università del Salento coordina BlueDiversity, progetto italo-croato per proteggere il mare Adriatico
“La tutela dell’ambiente e della biodiversità non è un freno allo sviluppo, ma il motore di una nuova economia sostenibile e la collaborazione tra Italia e Croazia è essenziale per gestire un mare comune che non conosce confini geografici di fronte a sfide legate all’invasione delle specie aliene, alla diffusione di plastiche e altri inquinanti e ai cambiamenti climatici”. A parlare di sviluppo sostenibile del mare è Maurizio Pinna, professore di Ecologia all’Università del Salento e responsabile scientifico del progetto BlueDiversity - cofinanziato dall’Unione Europea tramite il programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027 - avviato a marzo 2024 con una missione chiara: tradurre i risultati della ricerca scientifica e della sinergia tra stakeholder in interventi concreti sul territorio, sviluppare nuove forme di economia blu, contrastare gli impatti sul Mare Adriatico causati dai cambiamenti climatici e dall’invasione di specie aliene come il granchio blu, ridurre ogni forma di inquinamento. I traguardi raggiunti sono concreti e significativi. Tra le principali innovazioni vi è un sistema transnazionale avanzato di monitoraggio basato sul Dna ambientale (eDna), applicato in sei aree pilota tra Italia e Croazia, che consente di descrivere con precisione la biodiversità e individuare precocemente specie aliene dannose per ecosistemi ed economie locali. Il progetto ha inoltre testato soluzioni nuove per il settore ittico, da un lato sviluppando attrezzi da pesca selettivi per il granchio blu, utili a gestire l’emergenza limitando l’impatto sulle specie autoctone, dall’altro lato sperimentando e promuovendo materiali alternativi alla plastica nella pesca e nella maricoltura per ridurre la dispersione di plastica in mare e favorire l’uso di strumenti durevoli, riciclabili e scalabili. L’interesse del progetto si concentra anche su studi chimico-nutrizionali e di settore finalizzati a valorizzare commercialmente il granchio blu, per trasformare una minaccia ambientale in una risorsa innovativa per la filiera ittica e creare nuove opportunità economiche. Le azioni e gli output realizzati da BlueDiversity sono caratterizzati da facile trasferibilità in altre zone del Mar Mediterraneo e negli oceani. Sul fronte della formazione BlueDiversity organizza workshop, eventi, campagne di sensibilizzazione e training di formazione sulla biodiversità, sui benefici ecosistemici e sulla sostenibilità destinati a studenti e professionisti di piccole e medie imprese di settore, promuovendo un senso comune per la tutela e di legame con il mare Adriatico. Il progetto BlueDiversity, coordinato dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali dell’Università del Salento, si avvale della collaborazione di altri sei partner equamente distribuiti fra Italia (Blu Marine Service; Eduforma; Università di Padova) e Croazia (Institute of Oceanography and Fisheries Split; Public Institution for the Management of Protected Natural Areas of Dubrovnik-Neretva County; Sea and Karst Public Institution for the management of the protected areas).