A Bergamo la cultura passa anche dalle imprese
Lo sviluppo come frutto di una responsabilità condivisa, parla il sindaco Giorgio Gori
Bergamo, che con Brescia sta godendo di una più che meritata visibilità nell’anno di Capitale della Cultura 2023, si rivela in tutto il suo fascino. Una bellezza permeata dalla vocazione al lavoro, che si percepisce e che ne è orgogliosamente parte integrante. È il sodalizio tra pubblico e privato che permette alla Città dei Mille di andare dritta per la sua strada. Il sindaco Giorgio Gori ricorda come la fondazione Accademia Carrara si basi proprio sull’adesione delle imprese alla vita culturale e come siano diversi i brand che partecipano al funzionamento della pinacoteca. “Non solo: la Fondazione Banca Popolare è stata recentemente coinvolta nella progettazione e realizzazione del nostro nuovo museo del Novecento, così come Siad e la famiglia Sestini sono stati protagonisti del percorso che ha dato il via al museo della Fotografia di Bergamo”. Anche il noto Teatro Donizetti ha avuto molti partner privati lungo l’iter che lo ha portato a nuovo splendore.
In questo senso il 2023 si sta dimostrando una vetrina anche per il tessuto imprenditoriale. “Le imprese hanno sviluppato una forte responsabilità verso il territorio, che ha saputo dar loro molto in termini di costruzione delle condizioni ideali per la creazione di ricchezza, ma anche di competenza della forza lavoro, di etica lavorativa e di coesione sociale” spiega il sindaco. A Bergamo sviluppo è sinonimo di sostenibilità. “Siamo nel novero delle nove città italiane, 100 in Europa, a dover guidare il processo di decarbonizzazione entro il 2030 - ricorda Gori - Un cammino che ci responsabilizza nella definizione di un comune moderno, con servizi e welfare di prossimità costruiti sulle esigenze dei cittadini e dei quartieri. Il Pnrr è un’occasione per Bergamo, che al momento è riuscita ad attrarre fondi per quasi mezzo miliardo di euro”. Tra le più recenti novità c’è senz’altro la realizzazione, da parte della società Legami, di un’area verde di oltre 30 mila metri quadrati destinata alla fruizione di animali e giardinieri con oltre 2.600 piante, a cui si aggiunge un’area umida da 300 metri quadrati collocata a sud della città, a pochi passi dal Parco Scientifico Tecnologico.
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