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Il professor Giulio Superti-Furga, dire?ore scientifico di RiMed, docente di Biologia dei Sistemi Medici all’Università di Vienna e dire?ore designato del centro RiMed

Biomedicina e biotecnologia per la salute di uomo e ambiente

La Fondazione RiMed in Sicilia crea soluzioni inedite secondo l’approccio One Health

“Il miglior modo di predire il futuro è inventarlo”: è una delle convinzioni della Fondazione RiMed, con sede a Palermo, concentrata sulla ricerca biomedica e biotecnologica. Una realtà operativa da circa tre lustri, che conta ottanta ricercatori impegnati a “costruire” soluzioni inedite utilizzando “mattoni” già noti, ovvero le approfondite conoscenze maturate nell’ambito del mondo molecolare: geni, proteine, metaboliti. “La ricerca ha approfondito la comprensione del funzionamento molecolare e delle interazioni fra proteine, analizzato processi biologici complessi e compreso le conseguenze di molte mutazioni genetiche legate a malattie. Ora si prospetta una ricerca che supera la capacità di decifrare e mira a intervenire, ri-programmando a livello biologico”, spiega il professor Giulio Superti-Furga, direttore scientifico di RiMed, docente di Biologia dei Sistemi Medici all’Università di Vienna e direttore designato del centro RiMed. RiMed è catalizzatore di ricercatori, in particolare giovani, che “qui possono coniugare il rigore della ricerca basata sui fondamentali della biomedicina con la libera creatività, per combinare in modo del tutto nuovo elementi che danno origine a soluzioni cliniche, per una medicina sempre più personalizzata. Il futuro è contrassegnato dalla possibilità di utilizzare le attuali conoscenze per ingegnerizzare soluzioni utili alla medicina e anche all’ambiente”, continua il professore, sintetizzando l’essenza della bioingegneria, che ha nell’intelligenza artificiale un importante alleato. Le esemplificazioni sono innumerevoli, come le innovazioni possibili nella creazione di un farmaco. Rispetto ai tradizionali processi caratterizzati da tempi lunghi di incubazione, “oggi è possibile ‘disegnare’ le proprietà di cui si vuole dotare un farmaco e, da qui, creare le molecole, combinando quelle che si conoscono in modo nuovo”. Stesso discorso per le proteine e le loro strutture e tutti gli altri elementi che compongono la biologia. “L’obiettivo - sottolinea Superti-Furga - è realizzare un centro dove si possano testare, con le rigorose procedure della ricerca scientifica, le innovazioni più creative per dare risposte sempre più efficaci ai problemi di salute e non solo”. Una strada che è stata già aperta con la personalizzazione delle terapie che oggi sono possibili a partire dalla base genomica del paziente, perseguendo una maggiore capacità diagnostica, una maggior efficacia della cura e minori effetti collaterali. “L’integrazione della ricerca con la cura è un obiettivo su cui RiMed già lavora, grazie alla collaborazione con l’University of Pittsburgh Medical Center e con l’Irccs Ismett, ospedale specializzato nella cura delle insufficienze terminali d’organo, la cui nuova sede sorgerà proprio accanto al centro di ricerca RiMed, attualmente in fase di completamento”. L’auspicio è inventare un futuro “con uno studio di grande dettaglio del corpo umano, dei suoi composti chimici e delle sue strutture, per crearne di nuove”. E accrescere i progetti che hanno già consentito alla Fondazione di brevettare e sviluppare dispositivi innovativi. È il caso di due tipologie di valvole cardiache realizzate secondo “filosofie” differenti: “Una prevede un approccio sintetico - con la sostituzione delle valvole, intervenendo attraverso l’aorta con materiali appositamente creati - e l’altra, invece, interviene sul problema imitando i processi biologici naturali, secondo la logica della biomimesi”, conclude il professor Superti-Furga.
L’auspicio è inventare un futuro “con uno studio di grande dettaglio del corpo umano, dei suoi composti chimici e delle sue strutture, per crearne di nuove”

 

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